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Film che si presenta intenso, si gioca molto sugli sguardi! La sensualità ne fa da padrona, un’ottima Kate!

E’ un film bello, profondo e stimolante e ancor di più che Kate ha più che meritatamente vinto l’Oscar per la sua eccellente interpretazione in questo film.
Ambientato nella Germania del dopoguerra “The Reader” narra la storia di Michael Berg, un quindicenne che soccorso per caso durante un malanno da una bella donna sulla trentina – Hanna – viene in seguito da lei sedotto e iniziato al sesso in una relazione che dura per alcuni intensissimi mesi. Michael e Hanna non si limitano però ad avere una relazione di tipo esclusivamente sessuale ma instaurano anche una complicità intellettuale: Hanna ama infatti moltissimo i classici che Michael legge a voce alta per lei tutti i giorni creando con questa donna adulta e affascinante una affinità che non potrà più dimenticare. Trascorsi molti anni in cui Michael non ha più notizie di Hanna e in cui nel frattempo è divenuto un giovane avvocato, Michael si troverà ancora una volta per caso nell’aula di tribunale in cui Hanna viene processata per aver avuto parte attiva nello sterminio degli ebrei. Turbato dalla scoperta di un passato così inaspettato della donna che ha amato intensamente da adolescente Michael non riesce a distaccarsi completamente dalla vicenda finendo per esserne nuovamente coinvolto…

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Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’ anni, in un caffè del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: “Non importa, l’importante è che sei qui”? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: “Non ti ho mai dimenticato”? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.
 
-Qualcuno con cui correre di David Grossman-

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PHENOMENAL WOMAN

Pretty women wonder where my secret lies.
I’m not cute or built to suit a fashion model’s size
But when I start to tell them,
They think I’m telling lies.
I say,
It’s in the reach of my arms,
The span of my hips,
The stride of my step,
The curl of my lips.
I’m a woman
Phenomenally.
Phenomenal woman,
That’s me.

I walk into a room
Just as cool as you please,
And to a man,
The fellows stand or
Fall down on their knees.
Then they swarm around me,
A hive of honey bees.
I say,
It’s the fire in my eyes,
And the flash of my teeth,
The swing in my waist,
And the joy in my feet.
I’m a woman
Phenomenally.
Phenomenal woman,
That’s me.

Men themselves have wondered
What they see in me.
They try so much
But they can’t touch
My inner mystery.
When I try to show them,
They say they still can’t see.
I say,
It’s in the arch of my back,
The sun of my smile,
The ride of my breasts,
The grace of my style.
I’m a woman
Phenomenally.
Phenomenal woman,
That’s me.

Now you understand
Just why my head’s not bowed.
I don’t shout or jump about
Or have to talk real loud.
When you see me passing,
It ought to make you proud.
I say,
It’s in the click of my heels,
The bend of my hair,
The palm of my hand,
The need for my care.
‘Cause I’m a woman
Phenomenally.
Phenomenal woman,
That’s me.