Stoker

Regia: Par Chan Wook

Cast: Mia Wasikowska,  Nicole Kidman, Matthew Goode

Genere: Drammatico, Noir, Thriller

Durata: 100 min

 

…La fine dell’innocenza. .. in una famiglia disturbata…

Stoker è il primo film in inglese del regista coreano Park Chan – Wook.

Il film si incentra su un”atipica famiglia composta dalla madre Nicole Kidman che interpreta Evelyn,  il padre Dermot Mulroney interpreta Richard e la figlia India interpretata da Mia Wasikowska. India è sempre stata particolare,  frequenta una scuola pubblica ma sembra non comprendere il senso della parola socializzare e quindi si relaziona poco niente con i propri coetanei. 


India ha poche passioni, tra cui la malsana passione per le scarpe di vernice, un regalo standard del padre che riceve dalla più tenera età,  che appare assai gradita alla donzella in fiore.

 

Colpa il fato o forse no, il giorno dopo il suo 18esimo compleanno il padre muore in un incidente stradale, al funerale si presenta un parente sconosciuto, l’affascinante e creepy zio Charlie, che “fatalità” è di ritorno da lunghi viaggi per l’Europa (in teoria!) Lui è un personaggio atipico, un sociopatico vestito di cattiveria,  fascino e  sensualita’.

Il film è un altalenante gioco tra tensione e attrazione: la tensione sale per noi come spettatori perché siamo a conoscenza dei fatti e dei segreti dei personaggi… al col tempo le due protagoniste sono irrimediabilmente e voluttuosamente attratte dalla forte personalità del giovane zio Charlie. Il regista è bravo a creare tensione fin dalle prime immagini.

A detta di Wentworth Miller, autore della sceneggiatura doveva essere un “un film dell’orrore, un dramma famigliare e un thriller psicologico”  per me lo sceneggiatore ci ha azzeccato con 2 su 3 perché io non ho rilevato elementi tipici dell’horror forse in certe scene crude e disturbarti (tipiche del cinema asiatico). Ammetto  che non ho visto alcun film del regista coreano, famoso per la regia della trilogia della vendetta (vedi OLD BOY recentemente riadattato in forma! americana dal regista Spike Lee), ma conosco il cinema orientale e la sua passione per la violenza e le emozioni silenziose  e rese manifeste solo con il contagocce! 

Credo che la Wasikowska sia stata la scelta migliore: non rientra nei classici canoni di bellezza ma ha fascino che la rende perfetta per personaggi ambigui o donne fuori contesto. 

 

 

Il film mi ha leggermente disturbato: tra la crescente morsa di desiderio  vs. l’apparente innocenza di India. O semplicemente perché mi sarei fatta lo zio Charlie! haha haha haha

Momento indimenticabile: il duetto al pianoforte tra India & Charlie… un discutibile climax ascendente!






 
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